Il numero delle basi dei vari elementi di un’algebra geometrica di dimensione
si ricava dalla riga
del triangolo di Pascal. Questa struttura è simmetrica e quindi, così come vi è solo un tipo di scalare, avremo una sola base per l’elemento di grado massimo che prenderà il nome di pseudoscalare, indipendentemente dalla dimensione
.

– in 1D lo pseudoscalare è semplicemente ![]()
– in 2D lo pseudoscalare è
(=
)
– in 3D lo pseudoscalare è
(=
)
– in 4D lo pseudoscalare è
(=
)
Abbiamo visto che sia in 2D che in 3D lo pseudoscalare al quadrato vale -1, ma non si tratta di una regola generale: per algebre a segnatura uniforme abbiamo la seguente sequenza
| dimensione | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 … |
| segno di | + | – | – | + | + | – | – | + |
Lo pseudoscalare in 2D anticommuta con i vettori ed infatti per questo motivo non lo identifichiamo con l’unità immaginaria
. In 3D, invece, verifichiamo che non solo commuta con i vettori ma con tutti gli elementi. Insomma, la proprietà di commutazione dello pseudoscalare dipende sia dalla dimensione dello spazio che dal grado dell’elemento, secondo la seguente tabella:

Il nome pseudoscalare deriva dal fatto che si comporta come uno scalare, cioè è immune alle rotazioni ma subisce la trasformazione di parità (l’inversione di tutti gli assi spaziali). In 2D e 3D si trasforma nel suo negativo.
Ricordiamo alcune importanti proprietà dello pseudoscalare
di
: ![]()
![]()
per ogni multivettore in ![]()

In generale, in uno spazio a
dimensioni, se
allora ![]()
quindi abbiamo visto che in 2D e 3D
e poi la sequenza dei segni per dimensioni superiori procede alternandosi a coppie: ![]()